L’anno in cui Giulia si è iscritta a Bologna non ha pagato quasi nulla. La tassa universitaria era zero: il reddito di famiglia, dichiarato con l’ISEE, restava sotto la soglia della no-tax area. La stanza in una residenza universitaria vicino a Via Zamboni era agevolata da ER-GO, l’agenzia regionale per il diritto allo studio, e in mensa, con la card a ISEE basso, mangiava gratis. E ogni pochi mesi le arrivava un accredito: un assegno DSU di poco più di €5.000 sull’intero anno. Non aveva vinto nessuna borsa famosa, di quelle dal nome altisonante e patinato. Aveva compilato due moduli regionali di cui quasi nessuno parla, e quei moduli hanno trasformato una laurea in un ateneo fondato nel 1088 in qualcosa che, tutto sommato, la sua famiglia era pagata per lasciarle fare.
Veniamo al punto. I soldi più preziosi in fatto di borse, in Italia, non arrivano da una famosa borsa governativa: arrivano dal sistema DSU regionale, che mette insieme esonero totale dalle tasse, un assegno di mantenimento di €2.000–7.000, pasti gratuiti in mensa e alloggio agevolato, assegnato su reddito e merito. Sotto c’è la no-tax area: con un ISEE pari o inferiore a €22.000 azzeri la tassa ancora prima di qualunque borsa. E le università private — Bocconi, Politecnico di Milano, LUISS — gestiscono le proprie borse al merito, le più grandi delle quali coprono un’intera retta a cinque cifre. Tra le famiglie che seguiamo in College Council per l’Italia, quelle che ne escono meglio non sono quasi mai quelle che hanno rincorso la borsa da copertina. Sono quelle che hanno trattato l’ISEE e la domanda DSU come il vero esame del finanziamento.
Questa guida mette in fila ogni livello del finanziamento universitario in Italia: come la no-tax area azzera la tassa ancora prima di ogni borsa, come le agenzie regionali DSU (ER-GO, DiSCo, EDISU e le altre) ti pagano davvero, quali programmi europei vale la pena considerare, cosa offrono le università private e l’unico errore di tempistica che costa migliaia di euro alle famiglie. È l’approfondimento sui finanziamenti che sta sotto la nostra guida completa allo studio in Italia: leggila per il quadro d’insieme, e dai un’occhiata alla nostra guida alle università più economiche in Italia per i conti, città per città, su cui queste borse si appoggiano.
Borse di studio in Italia, i numeri chiave 2026
Fonte: regolamenti delle agenzie regionali DSU 2025/26, legge nazionale sulla no-tax area ISEE, pagine borse di studio di Bocconi e Politecnico di Milano, Atlas di College Council.
I quattro livelli del finanziamento universitario in Italia
La maggior parte delle guide alle borse di studio in Italia pubblica un elenco piatto di premi dal nome altisonante. Così si nasconde come funziona davvero il sistema, perché il finanziamento italiano è costruito a livelli che si sommano in un ordine preciso, e i livelli noiosi e poco glamour in basso valgono più di quelli famosi in alto.
Livello 1 — ISEE e no-tax area. Prima di candidarti a qualunque borsa, la tua tassa è fissata dall’ISEE, il calcolo di reddito e patrimonio che gli atenei pubblici usano per assegnare una fascia di contribuzione. La legge di bilancio nazionale fissa una no-tax area: uno studente con ISEE pari o inferiore a €22.000 (alzata per gradi dagli originari €13.000) non paga alcuna tassa — solo la tassa regionale per il diritto allo studio e un bollo da €16, i €140–200 che vengono citati come il “minimo da €156”. Non è una borsa e non si “vince”: ci si qualifica presentando correttamente l’ISEE. È il documento più prezioso di tutto il percorso, e viene prima di ogni premio.
Livello 2 — borse DSU regionali. Sopra la tassa esonerata, le agenzie regionali per il diritto allo studio ti pagano per studiare: un assegno di mantenimento, pasti gratuiti e una stanza agevolata. È il vero motore del sistema, ed è qui che la maggior parte degli studenti si lascia sfuggire i soldi.
Livello 3 — programmi europei. Erasmus+ ed Erasmus Mundus. Affiancano il sistema italiano senza sostituirlo, e si sommano a una borsa del tuo ateneo perché coprono cose diverse: la mobilità all’estero, durante o dopo la laurea.
Livello 4 — borse al merito delle università private. Bocconi, Politecnico di Milano, LUISS e Cattolica gestiscono le proprie borse, spesso consistenti, decise sulla forza della candidatura. Contano soprattutto nella fascia privata ad alta contribuzione, dove l’ISEE non porta alcuno sconto.
La strategia, per quasi ogni studente di un’università pubblica, è sempre la stessa: sommare il Livello 1 e il Livello 2. Fai rientrare l’ISEE nella no-tax area, poi conquista una borsa DSU sopra. È questa combinazione — tassa azzerata più assegno in tasca, mensa gratuita e alloggio agevolato — a rendere una laurea pubblica italiana quasi capace di pagarsi da sola.
Borse DSU regionali — il vero motore di cui nessuno parla
Il sistema DSU (Diritto allo Studio Universitario) è il diritto all’istruzione superiore scritto nella legge italiana, e non è gestito a livello nazionale ma da agenzie regionali, una per regione, ciascuna con il proprio portale, la propria scadenza e i propri importi. I nomi contano, perché fai domanda all’agenzia della regione in cui ha sede il tuo ateneo:
- ER-GO — Emilia-Romagna (Università di Bologna, Modena, Parma, Ferrara)
- DiSCo / LAZIODISCO — Lazio (Sapienza, Tor Vergata, Roma Tre, LUISS)
- EDISU Piemonte — Piemonte (Università di Torino, Politecnico di Torino)
- DSU Toscana — Toscana (Pisa, Firenze, Siena)
- ESU di Padova — Veneto (Università di Padova)
- ADISU Puglia, ERSU Sicilia, ERSU Calabria — le regioni del Sud, dove gli assegni sono spesso più alti rispetto al costo della vita
Una borsa DSU è un pacchetto, non un singolo assegno. Chi la ottiene riceve di norma:
- Esonero totale dalle tasse e dalla tassa regionale (in aggiunta all’eventuale beneficio della no-tax area)
- Un assegno di mantenimento di circa €2.000–7.000 l’anno — più alto per gli studenti fuori sede che vivono lontano dalla famiglia, più basso per i pendolari
- Pasti gratuiti o quasi alla mensa universitaria
- Accesso prioritario all’alloggio universitario agevolato, che in città come Milano e Roma vale da solo migliaia di euro
Si assegna su una combinazione di bisogno economico ISEE e merito accademico: devi essere sotto una soglia di reddito e conseguire un numero minimo di crediti (CFU) ogni anno per mantenerla. Il punto che molti studenti mancano riguarda gli importi: gli studenti fuori sede ricevono di norma le cifre più alte, perché l’assegno è pensato anche per coprire l’alloggio lontano da casa.
La scadenza è la trappola. Le domande DSU si aprono in una finestra regionale, di solito tra settembre e ottobre, e si presentano separatamente dall’immatricolazione: portale diverso, scadenza diversa, documenti diversi. Chi dà per scontato che iscriversi lo metta in automatico in lizza per la borsa la perde in toto. Nella mia esperienza di consulente alle famiglie in Italia, l’errore evitabile più comune è proprio questo: trattare la DSU come qualcosa che accade da solo. Non è così. Uno studente con un reddito familiare nella media che salta la domanda DSU rinuncia a €3.000–7.000 l’anno — sono i soldi che in Italia restano più spesso non richiesti, e quella scadenza non riapre.
Erasmus+ ed Erasmus Mundus — la mobilità all’estero
Due programmi europei si affiancano a quelli italiani senza sostituirli, e si sommano a una borsa del tuo ateneo.
Erasmus+ finanzia i semestri di scambio: se trascorri parte della tua laurea italiana in un’università partner all’estero, ricevi un contributo mensile per la mobilità (l’importo dipende dalla coppia di Paesi) in aggiunta a quanto già hai. Erasmus Mundus Joint Masters sono lauree magistrali biennali interamente finanziate, gestite da consorzi di università europee, molti dei quali includono atenei italiani; la borsa copre tasse, viaggio e un’indennità mensile, ed è uno dei premi più generosi dell’istruzione superiore europea — ma è assegnata dal consorzio, non dalla singola università, e la concorrenza è globale.
Vale la pena guardare anche oltre. Diverse fondazioni e enti regionali in Italia offrono borse e contributi integrativi (tra le altre, i bandi INPS per il diritto allo studio e le fondazioni di origine bancaria come Compagnia di San Paolo, Cariplo e CRT): sono finanziamenti aggiuntivi che spesso si cumulano con la DSU o con una borsa del tuo ateneo, perché provengono da soggetti diversi. La regola pratica: i contributi europei o di una fondazione di norma si sommano; due esoneri totali italiani di norma no.
Borse al merito delle università private — Bocconi, Polimi, LUISS
Negli atenei pubblici sono l’ISEE e la DSU a fare il grosso del lavoro, e la tassa è già vicina a zero. Nelle università private — dove la retta annuale viaggia tra €15.000 e €20.000 e l’ISEE non porta alcuno sconto — sono le borse al merito a rendere abbordabile un nome così prestigioso, e le migliori sono davvero generose.
Il Bocconi Merit Award è un esonero totale da tasse e contributi del valore di circa €12.000–13.000 l’anno (con alloggio gratuito in una residenza Bocconi per un numero limitato di assegnatari); circa un quinto degli studenti Bocconi ha una borsa al merito di qualche tipo. Poiché si decidono sulla forza della candidatura, i punteggi SAT/ACT e i voti che vincono l’ammissione sono gli stessi che vincono il finanziamento — non c’è un “test della borsa” separato. Per il quadro completo su come entrare, vedi la nostra guida completa all’Università Bocconi.
Il Politecnico di Milano assegna le proprie borse al merito di €5.000–10.000 l’anno per i candidati più brillanti. La sua contribuzione pubblica ISEE parte già da €156 nella fascia più bassa, quindi un candidato forte può combinare tasse pubbliche basse con un’integrazione al merito — trovi i dettagli su finanziamenti e ammissioni nella nostra guida allo studio al Politecnico di Milano. LUISS Guido Carli e Università Cattolica del Sacro Cuore assegnano entrambe borse di studio totali o parziali sulla forza della candidatura.
Ecco come si confrontano le principali borse. Consideralo la mappa ragionata di College Council su dove sono i soldi, non un elenco esaustivo; le borse della via pubblica (no-tax area più DSU) stanno in cima perché sono le più affidabili per il maggior numero di studenti.
| # | Borsa / canale | Cosa copre · a chi si rivolge |
|---|---|---|
| 1 | Borsa DSU regionale (ER-GO, DiSCo, EDISU…) | Esonero tasse + assegno €2.000–7.000 + mensa gratuita + alloggio agevolato · ogni studente della pubblica · bisogno + merito |
| 2 | No-tax area ISEE (di legge) | €0 di tasse sotto ISEE €22.000 (solo tassa regionale + bollo €16) · tutti gli studenti della pubblica che presentano l'ISEE · su base reddito |
| 3 | Bocconi Merit Award | Esonero totale da tasse e contributi (~€12.000–13.000/anno) + alloggio per alcuni · migliori ammessi (privata) · merito / forza della candidatura |
| 4 | Borse al merito Politecnico di Milano | Borse al merito €5.000–10.000/anno · candidati più brillanti · merito |
| 5 | Borse al merito LUISS Guido Carli | Esoneri totali o parziali sulla forza della candidatura · università privata · merito |
| 6 | Borse al merito Università Cattolica | Esoneri totali o parziali su base merito · università privata · forza della candidatura |
| 7 | Erasmus Mundus Joint Masters | Tasse + viaggio + indennità mensile · magistrali congiunte con atenei italiani · concorrenza globale |
| 8 | Contributo per la mobilità Erasmus+ | Contributo mensile per i semestri di scambio · si combina con altri premi · tutti gli studenti UE |
| 9 | Borse di fondazioni / enti regionali | Contributi integrativi (INPS, Compagnia di San Paolo, Cariplo, CRT) · di norma si cumulano con una borsa italiana |
| Fonte: regolamenti delle agenzie regionali DSU, legge nazionale ISEE, pagine borse di studio di Bocconi e Politecnico di Milano, Commissione europea Erasmus+ 2025/26. L'ordine è la priorità curata da CC, non una classifica ufficiale. | ||
Come scegliere — quale borsa fa davvero al caso tuo
Non esiste un’unica borsa migliore in Italia; esiste la via più adatta alla tua situazione, e tutto ruota attorno a tre domande.
Vai a un’università pubblica o privata? Alla pubblica, la no-tax area più la DSU è quasi sempre la scelta sensata: è affidabile, generosa e non serve un premio dal nome altisonante per rendere la laurea quasi gratuita. Alla privata (Bocconi, LUISS, Cattolica, San Raffaele) l’ISEE non aiuta; lì conta solo la borsa al merito, e a deciderla è la forza della tua candidatura.
Qual è l’ISEE della tua famiglia? Un ISEE basso sblocca sia la no-tax area sia la metà della DSU pesata sul bisogno, ed è la differenza tra pagare €4.000 e non pagare nulla. Un ISEE più alto restringe le opzioni ai soli premi al merito, dove a decidere sono i voti e i punteggi dei test.
Punti a un corso in italiano o in inglese? I corsi in inglese delle università pubbliche restano coperti dallo stesso sistema ISEE e DSU degli altri; alla privata, i punteggi dei test internazionali come il SAT che ti fanno entrare sono anche quelli che pesano sulla borsa al merito.
Mettiamoci d’accordo sui compromessi. L’assegno DSU è denaro vero, ma non ti fa vivere nel lusso: €2.000–7.000 coprono una fetta importante dei costi di vita, non tutti, e per rinnovarlo devi tenere il passo con i crediti. Le borse al merito delle private sono le cifre singole più alte, ma esistono proprio perché la retta di partenza è salata. E ognuna richiede documenti da consegnare entro una scadenza precisa, spesso mesi prima dell’inizio delle lezioni. A vincere non è chi ha la storia migliore: è chi ha iniziato per tempo a mettere insieme le carte.
| Se sei… | Via migliore | Valore realistico |
|---|---|---|
| A reddito basso, università pubblica | No-tax area + borsa DSU regionale | €0 di tasse + assegno €2.000–7.000 + alloggio e pasti |
| Candidato forte, università privata (Bocconi/LUISS) | Borsa al merito dell’ateneo | Esonero totale o parziale (Bocconi ~€12.000–13.000/anno) |
| In ingegneria/economia, candidato brillante | Borsa al merito Politecnico di Milano | €5.000–10.000/anno + tasse pubbliche basse |
| In scambio o in una magistrale congiunta | Erasmus+ / Erasmus Mundus | Contributo mensile; Mundus = copertura totale |
Fonte: regolamenti dei programmi citati; i valori sono indicativi, non garantiti, e dipendono da ISEE, regione e corso.
La sequenza — come vincere davvero i soldi
In Italia le borse si perdono per una questione di tempi, più che di merito. Tutto gira su un calendario fisso e le finestre non riaprono, quindi il lavoro sta nel metterle nell’ordine giusto.
Parti dall’ISEE, con largo anticipo sull’anno accademico. Raccogli per tempo i documenti su redditi e patrimoni della famiglia, poi presenta la Dichiarazione Sostitutiva Unica (la DSU vera e propria) per ottenere l’attestazione ISEE. È la base di tutto: fissa la tua fascia di contribuzione, ti qualifica per la no-tax area e fornisce il dato di reddito su cui poggiano la borsa DSU e ogni premio legato al bisogno. Se sbagli o arrivi tardi, a risentirne è ogni borsa che viene dopo.
Fai domanda di borsa DSU nella finestra regionale di settembre–ottobre, sul portale dell’agenzia regionale (ER-GO, DiSCo, EDISU e le altre), separatamente dall’immatricolazione. Le borse al merito delle università private, invece, si decidono di solito insieme all’ammissione, o subito dopo: lì l’unica leva è la forza della tua candidatura, e i punteggi SAT/ACT e i voti che ti fanno entrare sono gli stessi che vincono il finanziamento.
Un buon SAT sta sotto a parecchie di queste voci. L’Italia lo accetta come via d’accesso, e alle soglie più basse d’Europa — Bologna da circa 950, Sapienza da 960, Politecnico di Milano intorno a 1.240 — e nelle università private la stessa forza di candidatura che ti fa conquistare il posto orienta anche la decisione sulla borsa al merito. Se il SAT rientra nei tuoi piani, preparati con la nostra app SAT, che propone il SAT digitale completo con analisi adattiva, e leggi il pezzo di accompagnamento su se il SAT vale la pena. Per la certificazione di inglese che ogni corso in lingua richiede (di norma IELTS 6.0+ o TOEFL iBT 80+, Bocconi 6.5+/93+), la nostra app TOEFL propone simulazioni iBT complete con speaking e writing valutati dall’IA.
Come ti aiuta College Council
Abbiamo costruito College Council per togliere di mezzo le due cose che più spesso costano una borsa di studio alle famiglie: una preparazione debole ai test e un processo caotico, fatto all’ultimo minuto. L’Italia premia il SAT più di quasi ogni sistema europeo, e alle soglie più basse, quindi la nostra app SAT eroga il SAT digitale completo con pratica adattiva, e la nostra app TOEFL eroga il TOEFL iBT completo con speaking e writing valutati dall’IA — la certificazione di lingua che ogni corso in inglese richiede. CC gestisce entrambe direttamente; ti prepari una volta e ti candidi ovunque.
La parte più difficile è la valutazione: capire se l’ISEE della tua famiglia mette un’università pubblica a portata di costo quasi zero, e come incastrare ISEE, DSU e scadenze senza mancare una sola finestra. È qui che lavoriamo con le famiglie in prima persona, sugli stessi dati che alimentano questa guida. Registrati su College Council e avrai ogni università, i suoi requisiti esatti di ammissione e un quadro realistico delle tue possibilità di entrare — passa il tuo profilo nel nostro motore delle probabilità per vedere a che punto sei. E se vuoi prima esplorare, il nostro Atlas delle università contiene l’intero catalogo italiano, da Sapienza e Padova a Torino e migliaia di altre, con i dati di costo e di accesso su cui ogni borsa si appoggia.
Domande frequenti
Quali borse di studio si possono ottenere per studiare in Italia nel 2026?
Si sovrappongono più livelli. Le borse DSU regionali (Diritto allo Studio Universitario) — gestite da agenzie come ER-GO a Bologna, DiSCo/LAZIODISCO a Roma ed EDISU Piemonte a Torino — esonerano dalle tasse e aggiungono un assegno di mantenimento di €2.000–7.000, pasti gratuiti in mensa e alloggio agevolato, assegnati su ISEE più merito. Sotto di esse c’è la no-tax area nazionale: con un ISEE pari o inferiore a €22.000 non paghi alcuna tassa universitaria, solo la tassa regionale e il bollo da €16. Alle università private si aggiungono le borse al merito: il Bocconi Merit Award è un esonero totale da tasse e contributi del valore di circa €12.000–13.000 l’anno, e il Politecnico di Milano assegna borse al merito da €5.000–10.000 l’anno; anche LUISS e Università Cattolica premiano i candidati più forti con esoneri totali o parziali.
Anche chi viene da un'altra regione può ottenere la borsa DSU?
Sì. Le borse DSU sono aperte a tutti gli studenti iscritti agli atenei pubblici, e gli studenti fuori sede — quelli che vivono lontano dalla famiglia — ricevono in genere gli importi più alti, perché l’assegno è pensato anche per coprire l’alloggio. La DSU si assegna su una combinazione di bisogno economico (ISEE) e merito accademico, e per mantenerla devi conseguire un numero minimo di crediti (CFU) ogni anno. Si fa domanda nella finestra regionale, di solito tra settembre e ottobre, separatamente dall’immatricolazione: chi salta quel modulo rinuncia a €3.000–7.000 l’anno.
Che differenza c'è tra ISEE, no-tax area e borsa DSU?
Sono tre meccanismi distinti che si sommano. L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il calcolo di reddito e patrimonio che ti colloca in una fascia di contribuzione. La no-tax area è la regola nazionale per cui gli studenti con ISEE pari o inferiore a €22.000 non pagano alcuna tassa, solo la tassa regionale e un bollo da €16. La borsa DSU è il premio regionale che ci sta sopra: esonera dai contributi residui e aggiunge un assegno di mantenimento, pasti gratuiti e alloggio agevolato. L’ISEE ti dà una tassa bassa, la no-tax area può azzerarla e la DSU ti paga per studiare.
Quanto vale e a chi conviene la no-tax area ISEE?
La no-tax area è la regola della legge di bilancio nazionale per cui uno studente con ISEE pari o inferiore a €22.000 non paga tasse universitarie, ma solo la tassa regionale per il diritto allo studio e un bollo da €16 — la cifra che spesso viene citata come il “minimo da €156”. Non è una borsa e non si “vince”: ci si qualifica presentando correttamente l’ISEE prima dell’immatricolazione. È il documento più prezioso di tutto il percorso, perché azzera la tassa ancora prima di qualunque borsa. Sopra la soglia, la contribuzione sale per fasce: più alto è l’ISEE, più alta è la retta.
Vale la pena candidarsi alle borse di Bocconi e Politecnico di Milano?
Sì, soprattutto nella fascia privata e a contribuzione alta. Il Bocconi Merit Award è un esonero totale da tasse e contributi del valore di circa €12.000–13.000 l’anno (con alloggio gratuito in una residenza Bocconi per un numero limitato di assegnatari): circa un quinto degli studenti Bocconi ha una borsa al merito di qualche tipo. Le borse al merito proprie del Politecnico di Milano vanno da €5.000–10.000 l’anno per i candidati più brillanti. Poiché sono premi legati alla forza della candidatura, i voti e i punteggi dei test che ti fanno ammettere sono gli stessi che vincono il finanziamento: non esiste un “test della borsa” separato.
Posso cumulare più borse di studio in Italia?
In parte. La no-tax area e una borsa DSU si combinano automaticamente — la no-tax area azzera la tassa e la DSU ci aggiunge un assegno sopra. Le borse al merito universitarie (Bocconi, Polimi, LUISS) sostituiscono di norma la contribuzione privata e non si cumulano con un altro esonero totale: si prende la più generosa. I contributi Erasmus+ per la mobilità e i finanziamenti Erasmus Mundus per le lauree magistrali congiunte possono affiancarsi a una borsa del tuo ateneo, perché coprono cose diverse. La regola pratica: alla pubblica somma no-tax area e DSU; alla privata punta sull’esonero al merito; non dare per scontato che due esoneri totali si combinino.
Il SAT serve a vincere una borsa di studio in Italia?
Indirettamente, sì. L’Italia accetta il SAT come canale di accesso a molti corsi in inglese, con soglie tra le più basse d’Europa — Bologna da circa 950, Sapienza da 960, Politecnico di Milano intorno a 1.240. Un buon SAT ti aiuta a essere ammesso a un corso selettivo, e nelle università private come Bocconi la stessa forza della candidatura guida la decisione sulla borsa al merito. Il SAT di per sé non ti finanzia, ma apre la porta dei corsi e dei premi al merito dove ci sono i soldi.
In sintesi — la via che vince per la maggior parte degli studenti
Per la maggior parte degli studenti, la borsa migliore in Italia non è una borsa in senso da depliant. È la somma dei livelli: presenta l’ISEE in modo che il reddito di famiglia rientri nella no-tax area e la tassa scenda a zero, poi conquista una borsa DSU regionale sopra, con un assegno di €2.000–7.000, pasti gratuiti e alloggio agevolato. È una combinazione affidabile, e trasforma la laurea in un’università pubblica con 800 anni di storia in qualcosa che si avvicina all’autofinanziamento. Eppure è proprio la strada che le famiglie che seguiamo trascurano più spesso, perché le agenzie regionali la gestiscono in sordina, senza pubblicizzarla.
E se punti a un’università privata, è nelle borse al merito di Bocconi, Polimi o LUISS — esoneri totali o parziali da cinque cifre l’anno — che si nascondono le cifre singole più alte, decise sulla stessa forza di candidatura che ti fa ottenere l’ammissione. Inizia per tempo con i documenti, rispetta le scadenze regionali, prendi sul serio il SAT e la prova di inglese, e l’Italia ti finanzierà gli studi a una frazione di quanto costano le mete di lingua inglese paragonabili.
Prossimi passi
- Presenta l’ISEE per tempo — raccogli con largo anticipo i documenti su redditi e patrimoni della famiglia: l’ISEE fissa la tua fascia di contribuzione e ti apre la no-tax area e la DSU.
- Fai domanda di DSU nella finestra regionale — presentala a ER-GO, DiSCo, EDISU o all’agenzia della tua regione tra settembre e ottobre, separatamente dall’immatricolazione, per esonero dalle tasse e assegno.
- Rafforza la candidatura che vince le borse al merito — preparati al SAT e al TOEFL; alla privata, la forza dell’ammissione è la borsa.
- Passa il tuo profilo su College Council — registrati qui per avere ogni università, i suoi requisiti e le tue probabilità reali, oppure esplora l’Atlas.
In bocca al lupo.
Leggi anche
- Studiare in Italia: guida completa — il sistema completo sotto cui sta questa guida ai finanziamenti
- Università più economiche in Italia (tasse su base reddito) — l’aritmetica città per città dei costi su cui le borse si appoggiano
- Migliori università in Italia (classifiche 2026) — dove i soldi sono spesi meglio
- Corsi in inglese in Italia — i corsi a cui si applicano la maggior parte delle borse
- Il SAT vale la pena? — il test che sta sotto l’ammissione e i finanziamenti al merito
Fonti e metodologia
Importi, requisiti e scadenze delle borse sono stati verificati rispetto alle fonti ufficiali del governo italiano, delle agenzie regionali e delle università a giugno 2026. Il finanziamento universitario italiano è fissato per regione e per anno e cresce a piccoli passi, quindi conferma la cifra esatta e la scadenza sul portale ufficiale di riferimento per il tuo anno di immatricolazione. La soglia della no-tax area (ISEE €22.000) riflette l’attuale legge di bilancio nazionale; le forbici dell’assegno DSU sono tratte dai regolamenti delle agenzie regionali e variano per regione e in base al fatto che tu viva o meno fuori sede.
- Agenzie regionali DSU — ER-GO (Emilia-Romagna), DiSCo/LAZIODISCO (Lazio), EDISU Piemonte (Piemonte), ESU Padova, ADISU Puglia, ERSU Sicilia e altre (esonero tasse, assegno €2.000–7.000, mensa e alloggio)
- Legge nazionale ISEE — soglia della no-tax area (ISEE €22.000), tassa regionale e bollo da €16
- Università Bocconi — Merit Award (esonero totale da tasse e contributi del valore di ~€12.000–13.000/anno, alloggio per alcuni; ~1 studente su 5 con borsa al merito)
- Politecnico di Milano — borse di studio (borse al merito €5.000–10.000/anno per i candidati più brillanti)
- Commissione europea — Erasmus+ ed Erasmus Mundus (contributi per la mobilità e lauree magistrali congiunte interamente finanziate)
- College Council — dataset di istruzione superiore Atlas (identità, localizzazione e dati di costo degli atenei italiani) ed esperienza interna di consulenza alle famiglie