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Studiare a Tokyo Tech / Institute of Science Tokyo 2026: guida completa

Studiare in Asia

Come candidarsi a Tokyo Tech (dal 2024 Institute of Science Tokyo)? QS #84, top engineering in Giappone dopo Todai. EJU+JLPT per il triennio in giapponese, Master's in inglese. Borsa MEXT.

Campus Ookayama di Tokyo Tech - ingresso principale dell'Institute of Science Tokyo

Lead image: Wikimedia Commons

Ti trovi davanti all’ingresso principale del campus Ookayama, nel quadrante sud-occidentale di Tokyo. Alla tua sinistra l’edificio principale del 1934 - una struttura in mattoni e cemento di stile modernista, inserita nell’elenco dei beni architettonici tutelati del Giappone. Alla tua destra la Centennial Hall, una grande spirale di piani in acciaio progettata da Kazuo Shinohara in occasione del centenario dell’università nel 1981. Tra i due edifici scorre un flusso continuo di studenti in camici da laboratorio bianchi, gruppi coreani e dottorandi indiani con i loro taccuini. Benvenuto al Tokyo Institute of Technology - conosciuto per 143 anni come Tokyo Tech o Tokodai, e dal 1° ottobre 2024 ufficialmente ribattezzato Institute of Science Tokyo (科学大学, abbreviato Science Tokyo).

Tokyo Tech è storicamente la seconda migliore università di ingegneria del Giappone - subito dopo l’Università di Tokyo (Todai), ma specializzata esclusivamente in STEM. Fondata nel 1881 come Tokyo Vocational School, nel corso di 140 anni ha costruito una reputazione paragonabile a quella del Caltech o dell’Imperial College: una gamma di corsi più ristretta rispetto a un’università classica, ma laboratori più profondi, legami più forti con l’industria e più premi Nobel per numero di docenti rispetto a qualsiasi altra università STEM giapponese. Hideki Shirakawa - Premio Nobel per la chimica nel 2000 per i polimeri conduttori - ha conseguito qui il suo dottorato. Naoto Kan - Primo Ministro del Giappone nel 2010-2011 - ha studiato qui fisica applicata. Il QS World University Rankings colloca Tokyo Tech all’~84° posto a livello globale e tra i primi cinquanta nelle discipline ingegneristiche.

Nell’ottobre 2024 si è verificato un evento che cambia completamente questo scenario. Tokyo Tech si è fuso con la Tokyo Medical and Dental University (TMDU) dando vita a una nuova istituzione: l’Institute of Science Tokyo. La motivazione era politica: il governo giapponese nel 2022 aveva annunciato il programma di punta “International Research Excellence Universities” con un budget di 10 trilioni di yen, riservato però alle sole università con un ampio profilo nelle scienze sperimentali. Tokyo Tech, senza una facoltà di medicina, non si qualificava; TMDU, senza una facoltà di ingegneria, nemmeno. Insieme - sì. L’istituzione combinata conserva tutti i corsi di entrambe le università: ingegneria, informatica, scienza dei materiali e fisica da Tokyo Tech, più medicina e odontoiatria dalla TMDU. Il nuovo progetto biotech-engineering - motore della fusione - è unico nel panorama universitario giapponese.

In questa guida analizzerò cos’è oggi Tokyo Tech / Science Tokyo per uno studente italiano: i due percorsi di ammissione (triennale in giapponese, magistrale in inglese), i costi reali in euro, la borsa MEXT e chi la ottiene concretamente, i corsi più forti, le possibilità reali di un candidato proveniente dall’Italia e se valga davvero la pena scegliere Tokyo rispetto a ETH Zurich o alle politecniche americane. Se stai considerando più in generale gli studi in Asia, parti dalla nostra guida su NUS, NTU e HKU oppure consulta la pagina dedicata a Kyoto University.

Tokyo Tech / Science Tokyo in cifre (2026)
1881
Anno di fondazione
2024
Fusione → Science Tokyo
#84
QS World 2025
~10 000
Studenti (Tokyo Tech)
13%
Internazionali
~18%
Acceptance rate
¥535k
Tasse annue
3
Campus a Tokyo

Tokyo Tech in sintesi - chi sono e perché contano

Tokyo Institute of Technology è nato nel 1881 come Tokyo Vocational School (Tokyo Shokko Gakko), nel pieno della restaurazione Meiji, quando il Giappone stava costruendo a ritmo serrato una classe tecnica capace di guidare l’industrializzazione del paese. Nel corso di 143 anni sotto il nome Tokyo Tech (dal 1929) ha formato due premi Nobel per la chimica, un Primo Ministro del Giappone e migliaia di ingegneri che hanno costruito l’industria elettronica e automobilistica del dopoguerra - da Sony e Toyota a Panasonic e Hitachi. La specializzazione è sempre stata più stretta rispetto al classico Todai: ingegneria, scienze esatte, informatica, scienza dei materiali e life science - senza giurisprudenza, senza lettere, senza economia in senso europeo. È un’università costruita attorno ai laboratori, non alle aule seminariali.

Nell’ottobre 2024 Tokyo Tech ha cessato di esistere come istituzione autonoma. Si è fuso con la Tokyo Medical and Dental University (TMDU) dando vita all’Institute of Science Tokyo (Science Tokyo, 科学大学). L’unione non è stata una semplice operazione amministrativa - è una mossa strategica in risposta al programma giapponese sulle università di eccellenza nella ricerca. La nuova istituzione conserva i tre campus di Tokyo Tech (Ookayama, Suzukakedai, Tamachi) più i due campus della TMDU (Yushima nel centro di Tokyo, Surugadai), per un totale di circa 13.000 studenti e circa 1.800 docenti. Il nome Tokyo Tech sopravvive nel linguaggio quotidiano e tra i recruiter, ma nelle candidature del 2026 ci si rivolge formalmente a Science Tokyo, e il diploma riporterà il nuovo logo.

Dal punto di vista reputazionale, Science Tokyo è la seconda università STEM del Giappone - molto vicina a Todai in ingegneria e scienza dei materiali, a volte superiore in specializzazioni di nicchia (nanotecnologia, celle a batterie, catalisi). Il QS World University Rankings 2025 ha assegnato a Tokyo Tech l’84° posto globale; dopo la piena integrazione con Science Tokyo, gli analisti si aspettano un avanzamento verso la fascia top 50-60. Nei ranking per discipline: Materials Science nei top 30 a livello globale, Chemical Engineering nei top 40, Mechanical Engineering nei top 50. Per uno studente italiano questo significa un’università della stessa classe di Imperial College, ETH, EPFL - paragonabile in STEM, ma in un contesto culturale del tutto diverso.

Come funziona l’ammissione a Tokyo Tech per uno studente italiano?

L’ammissione a Tokyo Tech / Science Tokyo cambia in modo radicalmente diverso a seconda del livello di studi. Per la triennale vige il modello giapponese - EJU più JLPT N1; senza una conoscenza fluente del giapponese è praticamente impossibile accedere. Per la magistrale, invece, l’università offre un numero crescente di programmi in inglese nelle discipline STEM, dove il giapponese non è richiesto per candidarsi. Per uno studente italiano che non ha trascorso l’infanzia a Tokyo, il percorso realistico passa per una laurea triennale italiana e poi un Master’s a Tokyo Tech in inglese. Il triennio completo è una nicchia per un gruppo molto ristretto di persone.

Percorso 1: triennale in giapponese - EJU + JLPT N1

Se vuoi candidarti direttamente dopo la Maturità italiana a una laurea triennale quadriennale a Tokyo Tech, devi superare gli stessi due esami richiesti ai candidati di Todai:

EJU (Examination for Japanese University Admission for International Students) - esame organizzato dall’ente giapponese JASSO due volte l’anno (giugno, novembre). Si compone di quattro sezioni: giapponese (lettura + ascolto + saggio, 200 punti), matematica (corso 2 per STEM, 200 punti), scienze (due materie tra fisica, chimica, biologia, 200 punti), studi generali (storia, geografia ed economia giapponese, 200 punti). L’intero esame si svolge in giapponese - compresi matematica e fisica, che utilizzano terminologia tecnica in kanji. L’EJU è disponibile in alcune sedi europee indicate dalla rispettiva Ambasciata del Giappone; per l’Italia il riferimento è l’Ambasciata del Giappone a Roma (www.it.emb-japan.go.jp), che comunica annualmente le date e le sedi italiane di esame. Tokyo Tech richiede un minimo di 700/800 punti EJU per i corsi più selettivi (ingegneria, informatica).

JLPT N1 - il livello più alto dei cinque del Japanese Language Proficiency Test. Uno studente italiano che parte da zero ha bisogno in genere di 4-6 anni di studio intensivo (3.000-4.000 ore) per raggiungere il N1. Questo test si può sostenere in Italia in diverse sessioni annuali nelle città che ospitano centri esaminatori ufficiali (Roma, Milano, Torino, Napoli). Tokyo Tech richiede formalmente un minimo di 100/180 punti; i candidati competitivi puntano a 150+.

TOEFL/IELTS - Tokyo Tech mantiene i minimi di 79 punti TOEFL iBT o 6.0 IELTS, ma per la maggior parte dei candidati europei si tratta di una formalità.

La candidatura per un corso specifico si presenta di norma tra novembre e dicembre per iniziare ad aprile (l’anno accademico giapponese inizia ad aprile, non a settembre). Ogni scuola ha una propria commissione; alcune richiedono un colloquio supplementare in giapponese o un saggio scritto.

In pratica, gli studenti italiani scelgono questo percorso molto raramente. Richiede che si sia: (a) vissuto in Giappone durante gli anni scolastici, (b) avuto un genitore giapponese, (c) seguito un anno preparatorio in un istituto di lingua giapponese intensiva a Tokyo (ad esempio Kudan Institute, KAI Japanese Academy) prima di sostenere l’EJU. Si tratta di un orizzonte di 5-6 anni dalla decisione all’inizio degli studi.

Percorso 2: Master’s e PhD in inglese - l’opzione concreta per un italiano

Ed è qui che inizia la notizia che lo studente italiano vuole sentirsi dire. Tokyo Tech / Science Tokyo offre numerosi programmi di laurea magistrale e dottorato in inglese nelle discipline STEM, dove il giapponese non è richiesto per candidarsi. I principali:

  • International Graduate Program (IGP) - il programma magistrale in inglese di punta, gestito da tutte le principali scuole (Mechanical Engineering, Electrical & Electronic Engineering, Materials Science, Chemical Science, Computer Science, Physics, Information & Communications Engineering, Life Science).
  • GEDES (Global Engineering for Development, Environment and Society) - triennale in inglese, circa 15 posti l’anno, l’unico programma undergraduate formalmente in inglese a Tokyo Tech. Selettività: 5-10%.
  • Materials Science and Engineering English Program - popolare tra gli europei, combina chimica, fisica e ingegneria dei materiali. Magistrale 2 anni, dottorato 3 anni.
  • Programmi di scambio AOTULE - rete delle prime 10 politecniche asiatiche, in cui Tokyo Tech scambia studenti con NUS, NTU, KAIST, Tsinghua.

Requisiti per la magistrale:

  • Laurea triennale italiana (minimo 3 anni) nella disciplina pertinente - tipicamente dal Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, La Sapienza, Università di Bologna, Università di Pisa (Facoltà di Fisica/Chimica/Ingegneria).
  • Media ponderata 27/30+ (equivalente a circa 75/100 nella scala giapponese) - i candidati più competitivi hanno 28-30/30.
  • TOEFL iBT 80+ oppure IELTS 6.5+ (minimo formale; chi viene accettato ha di norma 95+/7.0+).
  • Lettera di motivazione e piano di ricerca (1-3 pagine, coerente con il gruppo di ricerca del professore di Tokyo Tech a cui ci si rivolge).
  • Due lettere di referenza da professori dell’università italiana di provenienza.
  • Contatto preliminare con il professore supervisore - è l’elemento invisibile ma assolutamente cruciale. Senza il suo accordo informale (ottenuto tramite scambio di email tra agosto e ottobre) la candidatura non ha possibilità reali.
  • Colloquio via Zoom in novembre-dicembre.

Scadenze: settembre-ottobre (contatto con il professore) → novembre-dicembre (candidatura formale) → marzo (decisione) → settembre o aprile (inizio). I programmi in inglese iniziano a settembre, quelli in giapponese ad aprile.

Equivoco da sfatare: la Maturità italiana basta per Tokyo Tech

Sento spesso dire: “siccome Tokyo Tech è un’università pubblica, accetterà sulla base della Maturità come il Politecnico di Milano”. Non è così. La Maturità italiana (Esame di Stato) da sola non costituisce base per l’ammissione - Tokyo Tech, come quasi tutte le università giapponesi, richiede INOLTRE l’EJU per il triennio oppure una laurea triennale di un’altra università per la magistrale. È un cambio di prospettiva simile a quello della candidatura negli USA: la Maturità è un documento di completamento del liceo, ma non si traduce 1:1 nel sistema giapponese di esami di selezione. Se hai completato il liceo italiano senza avere l’EJU, il tuo percorso realistico passa per una laurea triennale italiana e poi una magistrale in inglese a Tokyo.

Due percorsi di ammissione - cosa sceglie concretamente uno studente italiano

Triennale in giapponese (97% dell'offerta)

  • Tutti i corsi STEM classici
  • Richiesto: EJU + JLPT N1
  • 4-6 anni di studio del giapponese
  • Inizio: aprile
  • Acceptance: ~18% dopo la selezione EJU
  • Per gli italiani: percorso molto raro

Master's in inglese (offerta in crescita)

  • IGP, Materials Science, Mechanical, EE, CS
  • + GEDES (triennio in inglese, 15 posti/anno)
  • Richiesto: TOEFL 80+, triennale con media alta
  • Inizio: settembre (ing.) / aprile (giapp.)
  • Fondamentale: contatto anticipato con il professore
  • Per gli italiani: percorso principale

Quanto costano gli studi a Tokyo Tech in EUR?

Tokyo Tech / Science Tokyo è un’università pubblica giapponese, finanziata dal bilancio statale, quindi le tasse universitarie sono identiche per i cittadini giapponesi e per gli stranieri. La tariffa standard è di JPY 535.800 all’anno - al cambio JPY/EUR ~162 (aprile 2026) corrispondono a circa 3.300 EUR/anno. A ciò si aggiunge la tassa di iscrizione una tantum di JPY 282.000 (~1.740 EUR) da pagare all’atto dell’ammissione, una sola volta, al primo anno. Il costo totale del primo anno ammonta quindi a circa 5.040 EUR di tasse e iscrizione; gli anni successivi costano ~3.300 EUR.

Per confronto con la sola retta: MIT ~56.500 EUR/anno, Caltech ~58.800 EUR, Imperial College ~32.900 EUR per gli internazionali, ETH Zurich ~1.400 EUR, EPFL ~1.400 EUR, Politecnico di Milano gratuito o con tasse ridotte per le fasce di reddito inferiori. Tokyo Tech / Science Tokyo si colloca quindi al secondo posto dalla coda nella classifica globale top 100 STEM per costo della retta - più caro solo delle università pubbliche svizzere e tedesche, ma enormemente più economico di MIT o Caltech.

Il problema, come sempre, non è la retta ma il costo della vita a Tokyo. Ecco le spese mensili realistiche di uno studente a Tokyo Tech:

  • Residenza universitaria (Ishikawadai International Student Dormitory oppure Yokohama House): JPY 17.000-35.000/mese (~105-216 EUR). I posti sono limitati, la domanda si presenta insieme alla candidatura principale.
  • Affitto privato di un monolocale (zona Ookayama, Meguro, Den-en-chōfu): JPY 70.000-110.000/mese (~432-679 EUR).
  • Vitto: JPY 30.000-50.000/mese (~185-309 EUR). Le mense universitarie di Tokyo Tech (shokudo) offrono pranzi a JPY 400-600 (~2,5-3,7 EUR), un prezzo paragonabile a quello delle mense universitarie italiane nelle sedi DSU.
  • Trasporto: JPY 8.000-12.000/mese (~49-74 EUR). Tessera Pasmo, agevolazione studenti sulla ferrovia Tokyu.
  • Assicurazione sanitaria (National Health Insurance obbligatoria): JPY 2.000-3.000/mese (~12-19 EUR).
  • Varie (libri, svago, telefono): JPY 15.000-25.000/mese (~93-154 EUR).

In totale JPY 100.000-150.000/mese = 620-930 EUR/mese = 7.400-11.100 EUR/anno. Budget complessivo del primo anno: ~12.000-16.700 EUR (incluse tasse e iscrizione). Anni successivi: ~10.700-14.400 EUR.

Questo è significativamente più di quanto paghi uno studente in Italia: anche considerando che il reddito netto medio italiano si aggira intorno a 1.600-1.700 EUR al mese, mantenere un figlio a Tokyo senza borsa di studio richiede uno sforzo economico importante. Eppure, se confrontato con lo stesso studente al MIT (~94.000 EUR/anno complessivi) o a Stanford (~91.000 EUR), Tokyo risulta 6-8 volte più economico.

Budget annuale di uno studente a Tokyo Tech (2026)

VoceJPY/annoEUR/anno
Tasse universitarie535 800~3.300
Tassa di iscrizione (1x, solo 1° anno)282 000~1.740
Residenza universitaria (opzione più economica)240 000~1.480
Vitto480 000~2.960
Trasporto + assicurazione120 000~740
Varie240 000~1.480
Totale anno 1 (residenza universitaria)~1 900 000~11.700
Totale anno 2+ (residenza universitaria)~1 600 000~9.880
Totale anno 1 (affitto privato)~2 700 000~16.700

La borsa MEXT - il principale strumento di finanziamento

Lo strumento finanziario più importante per uno studente italiano è la borsa MEXT (Monbukagakusho, 文部科学省) - il programma del governo giapponese bandito annualmente tramite l’Ambasciata del Giappone a Roma (www.it.emb-japan.go.jp). La borsa MEXT copre:

  • tutte le tasse universitarie a Tokyo Tech / Science Tokyo (o in qualsiasi altra università pubblica giapponese),
  • la tassa di iscrizione una tantum,
  • il volo andata e ritorno Italia - Tokyo,
  • l’assicurazione sanitaria,
  • un’indennità mensile per il sostentamento di JPY 117.000/mese per il triennio (~722 EUR), JPY 145.000-148.000 per magistrale/dottorato (~895-914 EUR),
  • un anno di corso preparatorio gratuito di lingua giapponese (per chi si candida al percorso in giapponese).

Si tratta di una copertura totale: uno studente italiano può studiare a Tokyo Tech senza spese a carico della famiglia e avanzare ancora qualcosa dall’indennità mensile. L’Ambasciata del Giappone a Roma assegna ogni anno un certo numero di borse MEXT distribuite tra le varie università pubbliche giapponesi - Todai, Tokyo Tech, Kyoto, Osaka, Tohoku. Il numero varia ogni anno e non è reso pubblico in anticipo; tuttavia, la competizione è alta e solo un piccolo gruppo di candidati italiani risulta selezionato annualmente. Di questi, tipicamente una parte ottiene placement a Tokyo Tech / Science Tokyo, soprattutto nella categoria Research Student (futuro dottorando) o Master’s attraverso l’IGP.

La selezione si svolge in tre fasi: (1) documentazione cartacea consegnata all’Ambasciata entro fine maggio, (2) esame scritto in giapponese, inglese e matematica/fisica/chimica a luglio, (3) colloquio a agosto. La decisione finale MEXT viene presa a Tokyo in dicembre; la partenza avviene l’anno successivo (settembre o aprile).

Altre borse degne di attenzione:

  • Tokyo Tech International Graduate Program Scholarship - borsa interna dell’università per candidati selezionati dell’IGP, copre le tasse e offre JPY 50.000-100.000/mese (~309-617 EUR).
  • JASSO Honors Scholarship - JPY 48.000/mese (~296 EUR) per studenti che si autofinanziano, domanda sul posto dopo l’arrivo.
  • Borse MAECI (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) - il MAECI gestisce programmi di mobilità internazionale e accordi bilaterali con il Giappone nell’ambito degli scambi culturali intergovernamentali. È possibile consultare il portale Farnesina per i bandi aggiornati.
  • Commissione Fulbright Italia - formalmente copre solo destinazioni USA, ma alcune partnership accademiche prevedono tirocini o periodi di ricerca anche in Giappone.
  • Borse di studio regionali DSU/ER.GO/ADISU - alcune agenzie regionali per il diritto allo studio riconoscono piani di studio all’estero approvati dall’ateneo italiano di origine; vale la pena verificare con il proprio ateneo.

Uno studente italiano che si candida alla MEXT compete con un numero limitato di connazionali - la selezione è molto più stringente di quella per un’ammissione a Stanford (~3,7%), ma in un senso diverso: vengono selezionati profili con olimpiadi disciplinari di livello nazionale, conoscenza del giapponese e una chiara visione di ricerca. La probabilità individuale dipende molto dalla qualità del dossier.

Quali sono i corsi più forti a Tokyo Tech?

Tokyo Tech / Science Tokyo è un’università esclusivamente STEM - non ci sono corsi umanistici, giuridici, economici in senso classico. Tutta l’offerta è suddivisa in sei scuole (dopo la riforma del 2016), che funzionano come semi-facoltà delle università occidentali:

School of Engineering - la più grande, comprende Mechanical, Systems and Control, Electrical & Electronic, Information & Communications, Industrial Engineering & Economics. Top 50 QS in Mechanical e Electrical. Stretti legami con Toyota, Honda, Nissan, Sony, Panasonic. La robotica di Tokyo Tech (laboratorio Hirose) è riconosciuta a livello globale - da qui vengono i serpenti-robot utilizzati durante il disastro di Fukushima.

School of Computing - informatica, intelligenza artificiale, software engineering, cybersicurezza. Top 60 QS a livello globale. Hiroshi Ishii - professore del MIT Media Lab, pioniere delle tangible interfaces - ha conseguito qui il suo dottorato.

School of Materials and Chemical Technology - il biglietto da visita di Tokyo Tech a livello mondiale. Hideki Shirakawa ha ricevuto qui il Nobel per la chimica nel 2000 per la scoperta dei polimeri conduttori. L’eredità si rispecchia nelle attuali ricerche sulle celle litio-ione di nuova generazione (uno dei tre centri globali di punta, insieme a Stanford e Argonne) e sulla fotocatalisi per la produzione di idrogeno, continuazione del lavoro di Kenichi Honda e Akira Fujishima. Top 30 a livello globale.

School of Science - fisica, chimica, matematica. Scala minore rispetto a Todai, ma forte in fisica dello stato solido e fisica delle alte energie (KEK, J-PARC). Qui ha studiato fisica applicata Naoto Kan, prima di diventare Primo Ministro del Giappone.

School of Life Science and Technology - la scuola in più rapida crescita. Dopo la fusione con Science Tokyo acquisisce un profilo unico di engineering + medicine grazie alle risorse cliniche della TMDU.

School of Environment and Society - architettura, urbanistica, politiche energetiche. Architettura nella top 3 in Giappone; i laureati lavorano negli studi di Kengo Kuma, SANAA, Tadao Ando.

Dopo la fusione si sono aggiunti dalla TMDU la Faculty of Medicine (6 anni di MD classico, per stranieri principalmente a livello post-laurea) e la Faculty of Dentistry (la migliore odontoiatria in Giappone, con programma PhD in inglese).

Le sei scuole di Tokyo Tech + le due facoltà dopo la fusione

QS Top 50

Engineering

Mechanical, Electrical, Systems Control, ICT. Legami con Toyota, Sony, Panasonic.

QS Top 60

Computing

CS theory, AI, software engineering, cybersicurezza. IGP in inglese.

QS Top 30

Materials Science

Polimeri (Nobel Shirakawa), celle litio-ione, fotocatalisi, nanotecnologia.

QS Top 100

Science

Fisica dello stato solido, fisica delle alte energie (KEK), chimica quantistica, matematica.

In crescita

Life Science

Bioingegneria, neurobiologia, biotecnologia. Dopo la fusione + risorse cliniche TMDU.

Top 3 JP

Architecture & Society

Architettura, urbanistica, energia, politiche pubbliche. Tradizione di Shinohara.

Top 3 JP

Medicine (Science Tokyo)

Da TMDU. MD classico 6 anni, per gli stranieri principalmente livello post-laurea.

Top 1 JP

Dentistry (Science Tokyo)

Da TMDU. La migliore odontoiatria in Giappone, programma PhD in inglese.

Quali sono le possibilità reali di uno studente italiano a Tokyo Tech?

L’acceptance rate di Tokyo Tech / Science Tokyo è di circa il 18% - un’università più selettiva di Todai (~34%) o di Kyoto (~28%) in termini assoluti. Questo paradosso ha una spiegazione semplice: a Todai si candidano in tanti, compreso chi insegue un sogno; a Tokyo Tech ci si candida in modo mirato, selettivo, con un CV esclusivamente STEM. Il bacino è più piccolo e meglio filtrato, quindi la percentuale di ammissioni è più bassa.

Per lo studente italiano che punta alla triennale in giapponese, le possibilità reali sono trascurabili senza anni di studio intensivo del giapponese. L’EJU richiede 700/800 punti per i corsi competitivi, il JLPT N1 almeno 100/180. Uno studente italiano appena uscito dal liceo non ha modo di raggiungere questo livello in due anni dalla Maturità. In pratica questo percorso viene scelto da chi: (a) ha trascorso uno o due anni in un istituto di lingua giapponese intensiva a Tokyo, (b) ha un genitore giapponese, (c) ha studiato il giapponese per anni presso corsi universitari o presso l’Istituto Giapponese di Cultura a Roma o l’Istituto Italo-Giapponese.

Per la magistrale in inglese le possibilità sono concrete e competitive. Il programma IGP di Tokyo Tech accetta ogni anno alcune centinaia di candidati per circa 200 posti complessivi in tutte le scuole. Il filtro principale non è il GRE (non esiste) né la lingua, bensì il contatto anticipato con uno specifico professore. Una candidatura che arriva alla commissione senza il preventivo consenso informale del supervisore viene praticamente respinta in automatico. Uno studente italiano con una solida laurea triennale dal Politecnico di Milano, dal Politecnico di Torino o dall’Università di Bologna, con media 28-30/30, progetti di ricerca documentati (Erasmus, partecipazione a un laboratorio di ricerca, pubblicazioni a conferenze) e con un gruppo di ricerca intelligentemente scelto ha possibilità concrete nell’ordine del 30-50%. Senza questi elementi, decisamente sotto il 10%.

Per la borsa MEXT su Tokyo Tech, la storia dice questo: l’Ambasciata del Giappone a Roma indirizza ogni anno un certo numero di borsisti MEXT verso le università pubbliche giapponesi, con una quota che raggiunge Tokyo Tech / Science Tokyo - tipicamente si tratta di pochi studenti l’anno, nella categoria Research Student (futuro dottorando) o Master’s via IGP. È una nicchia, ma aperta: con un CV molto solido (olimpiade disciplinare di livello nazionale, percorso da un liceo scientifico selettivo, progetto di ricerca con un professore italiano) si può rientrare in questa fascia.

Mito da sfatare: “Tokyo Tech è meno di Todai, quindi è più facile entrarci”. Non del tutto. Certo, Todai ha un ranking globale più alto (28 vs 84), ma in alcune specializzazioni STEM Tokyo Tech supera Todai (per esempio Materials Science: Tokyo Tech top 30 vs Todai top 35). Cosa più importante, Tokyo Tech ha legami più diretti con l’industria giapponese (Toyota, Sony, Panasonic R&D) rispetto a Todai, che è più orientata alla ricerca accademica. Per lo studente italiano che pianifica una carriera da ingegnere in una corporation giapponese, Tokyo Tech può essere una scelta MIGLIORE rispetto a Todai.

I punti di forza principali di un candidato italiano a Tokyo Tech Master’s:

  1. Solida laurea triennale da un Politecnico italiano - Politecnico di Milano, Politecnico di Torino. Media ponderata 28+/30 negli insegnamenti caratterizzanti.
  2. Olimpiadi disciplinari - in particolare le Olimpiadi della Matematica (organizzate dall’UMI), le Olimpiadi della Fisica (organizzate dall’AIF) e le Olimpiadi di Informatica (organizzate dal CINI). La commissione giapponese le riconosce in quanto presenti nelle banche dati internazionali IMO e IPhO.
  3. Progetto di ricerca con pubblicazione - anche un solo lavoro a una conferenza (ad esempio IEEE) pesa più di mezzo punto di media.
  4. Esperienza precedente in Asia - Erasmus verso NUS, NTU, un semestre di scambio studentesco, tirocinio in un’azienda tech giapponese (STMicroelectronics, Canon, Murata, TDK hanno sedi in Italia o collaborazioni con università italiane).
  5. TOEFL 95+/IELTS 7.0+, preferibilmente con un punteggio alto nella sezione Speaking (la commissione ci fa attenzione).
  6. Statement of purpose con visione di lungo periodo - non “vorrei svilupparmi in Giappone”, ma “voglio lavorare con il prof. X sulle celle all-solid-state, perché la mia tesi triennale al Politecnico di Torino riguardava Y”.

Lo studente italiano ha ancora un vantaggio sottile: la coorte internazionale di Tokyo Tech è dominata da candidati cinesi, indiani, vietnamiti e bangladesi. Gli europei sono relativamente pochi (principalmente tedeschi, francesi, con qualche spagnolo). Un italiano in un gruppo di ricerca è una rarità, cosa che gioca a favore del profilo del candidato se il professore vuole diversificare il team.

Come si vive nel campus di Tokyo Tech?

Tokyo Tech ha tre campus a Tokyo (a cui dopo la fusione con Science Tokyo si aggiungono due campus della TMDU):

Campus Ookayama - il principale e più antico, nel quartiere Meguro, a circa 20 minuti di metropolitana da Shibuya. Ospita la maggior parte delle facoltà ingegneristiche, la School of Computing, la School of Science e la Centennial Hall. Il campus è relativamente piccolo (40 ettari) ma densamente costruito. Intorno c’è un quartiere tranquillo con konbini e piccoli ramen-ya; la stazione di Ookayama porta a Shibuya in 8 minuti.

Campus Suzukakedai - nella prefettura di Kanagawa, a circa 40 minuti di treno. Ospita i laboratori di scienza dei materiali, biotecnologia e chimica - superfici più grandi. Campus Tamachi - piccolo, nel centro di Tokyo, per corsi executive e programmi di scambio. Dopo la fusione si sono aggiunti i campus della TMDU (Yushima - ospedale universitario, medicina e odontoiatria; Surugadai - amministrazione).

Residenze per studenti internazionali: la Ishikawadai International Student Dormitory (Ookayama, JPY 17.000-25.000/mese, pari a ~105-154 EUR) e la Yokohama House (Kanagawa, JPY 25.000-35.000/mese, ~154-216 EUR). I posti sono limitati, la domanda si presenta insieme alla candidatura principale. Le residenze sono più spartane di quelle americane - stanza di 12-18 m², cucina condivisa, silenzio notturno dalle 22:00. Dopo il primo anno la maggior parte degli studenti si trasferisce in appartamenti privati (monolocale) nelle zone limitrofe.

La cultura accademica è diversa da quella anglosassone, ma per uno studente italiano proveniente da un Politecnico - dove la didattica è già relativamente formale e strutturata - il salto culturale è meno brusco di quanto potrebbe essere per un americano. A Tokyo si aggiunge però la relazione sempai - kōhai (lo studente anziano supervisiona il lavoro di quello più giovane, che si occupa anche della pulizia del laboratorio), la presenza quotidiana in laboratorio dalle 9:00 alle 19:00 come norma sociale, e seminari di gruppo in cui il professore e i senior commentano pubblicamente i tuoi progressi. Imparare il giapponese è praticamente necessario per un’integrazione completa anche nel programma IGP in inglese. Tokyo Tech offre corsi di lingua gratuiti a partire da zero fino al N1, per 4-6 ore settimanali.

La comunità italiana a Tokyo è presente e attiva: esiste un Istituto Italiano di Cultura a Tokyo (che organizza eventi culturali e linguistici), una Camera di Commercio Italiana in Giappone, e diverse associazioni di italiani residenti. In qualsiasi momento si trovano all’incirca 10.000-15.000 italiani nella grande area metropolitana di Tokyo, il che garantisce una rete di compatrioti molto più ampia rispetto a quella che si trova per gli studenti di altri paesi europei piccoli. Tokyo come città è straordinariamente efficiente (metro + JR + Pasmo), conveniente per il cibo (pranzo JPY 500-800, circa 3-5 EUR) e assolutamente sicura - le statistiche criminali sono di diversi ordini di grandezza inferiori a quelle di Roma o Milano. Per i genitori preoccupati per la sicurezza, il Giappone si presenta come una alternativa stabile e rassicurante.

Chi sono i laureati di Tokyo Tech e dove lavorano?

L’elenco dei laureati notevoli di Tokyo Tech è più corto di quello di Todai (università più piccola e più specializzata), ma in STEM è tra i più forti in Asia.

  • Hideki Shirakawa (BS chimica 1961, PhD chimica 1966) - Premio Nobel per la chimica nel 2000 per la scoperta dei polimeri conduttori. Le ricerche fondamentali le ha svolte a Tokyo Tech; ha collaborato poi con Alan MacDiarmid e Alan Heeger all’Università della Pennsylvania.
  • Naoto Kan (BS Applied Physics 1970) - Primo Ministro del Giappone nel 2010-2011, uno dei pochi politici giapponesi con una formazione formale in ingegneria. Ha ricoperto la carica durante il disastro di Fukushima del 2011.
  • Akira Yoshino (laurea honoris causa Tokyo Tech 2019) - Premio Nobel per la chimica nel 2019 per lo sviluppo della cella litio-ione commerciale. Si è laureato formalmente a Kyoto, ma ha condotto ricerche in Asahi Kasei in stretta collaborazione con il gruppo di scienza dei materiali di Tokyo Tech.
  • Hiroshi Ishii (PhD Computer Science) - professore del MIT Media Lab, pioniere delle tangible user interfaces. Il dottorato a Tokyo Tech negli anni Ottanta lo ha messo sulla strada del MIT.
  • Kenichi Honda (DSc Chemistry, docente di lungo corso a Tokyo Tech) - co-scopritore dell’effetto Honda-Fujishima (fotocatalisi dell’idrogeno dall’acqua, 1972). Una delle scoperte più importanti della chimica fisica del XX secolo, alla base delle ricerche sull’idrogeno verde.

I consigli di amministrazione delle corporation STEM giapponesi sono in larga misura composti da ex studenti di Tokyo Tech: presidenti e direttori R&D in Toyota, Honda, Nissan, Sony, Panasonic, Hitachi, Mitsubishi Electric, NEC, Canon, Nikon. La rete degli alumni (dōsōkai) è solida e i datori di lavoro giapponesi la tengono in grande considerazione.

La mediana dello stipendio iniziale di un laureato magistrale di Tokyo Tech in una corporation giapponese è di JPY 5-6 milioni all’anno (~30.860-37.040 EUR/anno, pari a ~2.570-3.090 EUR/mese netti). Nelle startup tech o in ruoli senior JPY 8 milioni+ (~49.400 EUR/anno, ~4.115 EUR/mese). Nel contesto di Tokyo gli stipendi netti sono comparabili a quelli italiani al lordo, ma crescono nel tempo - le corporation giapponesi hanno una progressione salariale piatta ma stabile, con benefit solidi.

In Italia, il diploma di Tokyo Tech / Science Tokyo è meno riconoscibile di Oxford o MIT presso un recruiter generalista, ma le aziende tecnologiche (STMicroelectronics, Leonardo, Comau, Ferrari Applied Sciences, le realtà del distretto industriale di Milano e Torino) apprezzano la formazione giapponese in STEM come segnale di una rara competenza interculturale e tecnica. In Italia il riconoscimento accademico del titolo straniero avviene tramite il CIMEA (rete ENIC-NARIC): la procedura è formalizzata, senza ulteriori valutazioni di merito per la maggior parte delle professioni (fanno eccezione le professioni regolamentate: medico, architetto, ingegnere, per cui potrebbe essere necessario il riconoscimento presso il relativo ordine professionale).

Vale la pena candidarsi a Tokyo Tech dall’Italia?

Risposta breve: sì, se hai un CV STEM e una visione chiara; no, se pensi che Tokyo Tech sia la “versione giapponese del MIT” e che il nome da solo apra porte in Europa.

Tokyo Tech / Science Tokyo ha senso, se:

  1. Vuoi fare STEM, in particolare ingegneria dei materiali, robotica, batterie, fotonica, biotecnologia - top 30 mondiale in queste nicchie. Celle all-solid-state, fotocatalisi, tangible interfaces, nano-materiali - i laboratori sono reali e attivi.
  2. Hai la borsa MEXT - questo cambia completamente la matematica. Le ~3.300 EUR di tasse più i ~7.400-11.100 EUR di vita annui vengono coperti dalla MEXT, che in più garantisce un’indennità mensile di ~722-895 EUR. È l’università top-100 STEM economicamente più vantaggiosa al mondo con una borsa MEXT.
  3. Pianifichi una carriera in Giappone o in Asia - Tokyo Tech è il numero due a Tokyo (dopo Todai) per i recruiter di Toyota, Sony, Panasonic, Samsung, TSMC. La rete degli alumni funziona.
  4. Sei disposto ad accettare la cultura lavorativa giapponese - gerarchia, lunghe ore in laboratorio, gaman (perseveranza silenziosa). Uno studente italiano da un Politecnico è meglio preparato culturalmente di uno studente americano, ma la differenza è reale.

Tokyo Tech NON ha senso, se:

  1. Non hai una borsa e la famiglia non può permettersi 12.000-16.000 EUR/anno. Senza MEXT il budget è difficile da chiudere. Meglio valutare ETH Zurich (~1.400 EUR/anno di tasse) o le politecniche tedesche.
  2. Pianifichi una carriera in Europa o negli USA - a Londra o a Boston, Tokyo Tech è meno riconoscibile di MIT, ETH, Imperial. Funziona in nicchie STEM ristrette, ma è invisibile nel consulting o nella finanza.
  3. Vuoi studi umanistici, giuridici, economici, business o la medicina classica - Tokyo Tech è solo STEM. Per il business resta Hitotsubashi (pubblica) o Keio/Waseda (private).
  4. Non vuoi imparare il giapponese - anche nel programma IGP in inglese la vita quotidiana di laboratorio si svolge in giapponese.

Rispondere alle preoccupazioni dei genitori

“Possiamo permettercelo?” - senza MEXT il budget realistico è ~9.000-11.000 EUR di vita + ~3.300 EUR di tasse = ~12.000-14.000 EUR/anno. Per una famiglia con reddito netto di 3.500-4.000 EUR al mese è un impegno importante ma sostenibile; per una famiglia sulla media italiana è molto difficile. Con la MEXT - 0 EUR di tasca propria, più il figlio riceve ~722-895 EUR/mese di indennità. La candidatura alla MEXT è la priorità assoluta.

“Il diploma è riconosciuto in Italia?” - SÌ. Tokyo Institute of Technology è un’istituzione accademica di alto livello riconosciuta a livello internazionale. Il CIMEA gestisce la procedura standard di riconoscimento nell’ambito della rete ENIC-NARIC. Dopo la fusione, l’Institute of Science Tokyo eredita automaticamente questo status. Per STMicroelectronics, Leonardo, Comau o le multinazionali tech con sede in Italia, un diploma STEM giapponese è un valore aggiunto.

Tokyo Tech / Science Tokyo fa al caso tuo?

Candidati, se:

  • Vuoi fare STEM (materiali, robotica, batterie, biotech)
  • Hai la MEXT o un budget di ~14.000 EUR/anno
  • Pianifichi una carriera in Giappone / Asia
  • Accetti la cultura di laboratorio giapponese
  • Scegli consapevolmente Master's / PhD in inglese

Lascia perdere, se:

  • Non hai una borsa né 14.000 EUR/anno
  • Pianifichi una carriera in Europa o negli USA
  • Vuoi studi umanistici, giuridici, economici, business
  • Non vuoi imparare il giapponese
  • Ti basta un "top 50" senza la specificità giapponese

Alternative da considerare

  • University of Tokyo (Todai) - gamma completa di corsi, QS ~28, MEXT applicabile allo stesso modo. Per studi umanistici, giuridici, economici - decisamente Todai.
  • Kyoto University (Kyodai) - la seconda università per prestigio in Giappone, più accademica, costo della vita ~30% inferiore rispetto a Tokyo. Programma iUP (International Undergraduate Program) in inglese.
  • Osaka University, Tohoku University - più piccole e meno costose di Tokyo, ma forti in STEM. Tohoku ha un’eccellente scienza dei materiali, Osaka la biotecnologia.
  • ETH Zurich o EPFL Losanna - tasse ~1.400 EUR/anno, top 10 mondiale in STEM, in Europa. Se la scelta è tra Tokyo Tech e ETH, considera davvero entrambe le opzioni.
  • NUS Singapore o NTU Singapore - Asia, ma in inglese, più integrate nel pipeline internazionale di recruiting.
  • MIT, Caltech, Stanford, Berkeley - la lega STEM di punta a livello mondiale, ma con un budget complessivo di 85.000-94.000 EUR/anno senza borsa, fuori dalla portata della maggior parte delle famiglie italiane.

Per lo studente italiano il percorso pratico è questo: costruisci una solida triennale al Politecnico di Milano, Politecnico di Torino o in un’Università di eccellenza (media 28+/30, progetti di ricerca), candida contemporaneamente alla MEXT per Tokyo Tech / Science Tokyo e a 2-3 politecniche europee (ETH, TU Delft, TU Monaco), tieni l’opzione americana come riserva. Se ottieni la MEXT per Tokyo Tech - è l’opzione economicamente più vantaggiosa di tutte. Se ottieni l’IGP senza borsa - confronta i costi di Tokyo con le altre opzioni. Se non arriva nulla dal Giappone - l’Europa funziona altrettanto bene per la maggior parte delle carriere. Usa il nostro calcolatore GPA per convertire il tuo voto di laurea italiano nella scala 100 punti che dovrai inserire nella candidatura a Tokyo Tech.

Il quadro completo va costruito a partire da tre fonti ufficiali: il sito www.titech.ac.jp/english, il portale dell’Ambasciata del Giappone a Roma (procedura MEXT) e JASSO (esame EJU, date e sedi in Italia). Se vuoi discutere il tuo percorso specifico, prenota una consulenza con il nostro advisor (College Council).

Tokyo Institute of Technology - dal 1° ottobre 2024 parte dell’Institute of Science Tokyo dopo la fusione con la Tokyo Medical and Dental University - è la seconda università STEM del Giappone, collocata nella top 100 globale (QS ~84) con una specializzazione ristretta in ingegneria, scienza dei materiali, informatica, fisica e life science. Le tasse di ~3.300 EUR/anno più ~7.400-11.100 EUR di vita a Tokyo (senza borsa) costituiscono un budget di ~12.000-14.400 EUR/anno - molto più conveniente del MIT (~94.000 EUR), ma ben più costoso di ETH (~1.400 EUR). Il percorso realistico per uno studente italiano è la laurea magistrale in inglese attraverso il programma IGP (dopo una triennale da Politecnico di Milano, Politecnico di Torino o equivalente) più la candidatura alla borsa MEXT, che copre tutto. La triennale in giapponese dopo la Maturità italiana è praticamente inaccessibile senza anni di studio approfondito del giapponese. Tokyo Tech ha senso per chi vuole fare STEM nell’ecosistema aziendale giapponese (Toyota, Sony, Panasonic) - per chi punta a una carriera europea o americana, ETH, Imperial o le politecniche americane rimangono scelte più forti.

Fonti e metodologia

  1. Tokyo Institute of Technology - sito ufficiale - www.titech.ac.jp/english - informazioni autorevoli su ammissioni, tasse, programmi IGP e GEDES, campus.
  2. Institute of Science Tokyo - sito dopo la fusione - www.isct.ac.jp - informazioni sull’istituzione unificata dal 1° ottobre 2024.
  3. QS World University Rankings 2025 - topuniversities.com - ranking Tokyo Tech (#84) e ranking per discipline (Materials Science top 30, Engineering top 50).
  4. MEXT Scholarship - Ministry of Education, Culture, Sports, Science and Technology - mext.go.jp - condizioni ufficiali della borsa del governo giapponese.
  5. Ambasciata del Giappone a Roma - www.it.emb-japan.go.jp - procedura di candidatura MEXT per candidati italiani, date, documenti.
  6. JASSO - Japan Student Services Organization - jasso.go.jp/en - esame EJU, date in Italia, borsa JASSO Honors.
  7. JLPT - Japanese Language Proficiency Test - jlpt.jp/e - struttura dell’esame N1 e date nelle sedi italiane.
  8. Wikipedia - Tokyo Institute of Technology - en.wikipedia.org/wiki/Tokyo_Institute_of_Technology - storia dell’università, laureati, struttura delle scuole, fusione 2024.
  9. Wikipedia - Institute of Science Tokyo - en.wikipedia.org/wiki/Institute_of_Science_Tokyo - informazioni sulla nuova istituzione dopo la fusione.
  10. CIMEA - Centro di Informazione sulla Mobilità e le Equivalenze Accademiche - cimea.it - procedure di riconoscimento dei titoli stranieri in Italia nell’ambito della rete ENIC-NARIC.
  11. MAECI - Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - esteri.it - borse di mobilità internazionale e accordi culturali bilaterali Italia-Giappone.
  12. Commissione Fulbright Italia - fulbright-italy.org - programmi di scambio culturale; formalmente rivolti agli USA, con alcune partnership accademiche internazionali.
  13. College Council - college-council.com - consulenza educativa per studenti italiani e internazionali interessati agli studi all’estero, incluso il Giappone.

Metodologia: l’articolo si basa esclusivamente su fonti ufficiali dell’università, delle istituzioni governative giapponesi (MEXT, JASSO) e degli enti italiani e internazionali che supportano gli studi all’estero (CIMEA, MAECI, Ambasciata del Giappone a Roma). I dati numerici (tasse, acceptance rate, numero di studenti, ranking QS) provengono dalle più recenti pubblicazioni ufficiali di Tokyo Tech / Institute of Science Tokyo e QS Rankings 2025. I dati sui laureati sono stati verificati tramite fonti ufficiali - nessun dato è stato aggiunto per inferenza. Gli importi in EUR sono stati calcolati al cambio JPY/EUR ~162 (aprile 2026). Le stime relative al numero di borsisti MEXT sono indicative e non costituiscono statistiche ufficiali dell’ateneo né dell’Ambasciata del Giappone.

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